Salento Virtuale
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 Quale Stato e di quale diritto?
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Autore Discussione Precedente: ..... ma dai! E'' solo satira politica ...... Discussione Discussione Successiva: NO AIDS  

abatem83
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 Spedito - 10/07/2008 :  21:24:03  Mostra Profilo  Aggiungi abatem83 alla Lista Amici

"Non è esattamente la legalizzazione dell'erba ciò che ha stabilito la sentenza numero 28720 della Sesta Sezione penale della Cassazione, ma il diritto per chi - come Peter Tosh - professa la fede rasta a fumarla a volontà senza incorrere in sanzioni".
Riprendo da repubblica la notizia che la Cassazione ha rinviato alla corte d'appello di Firenze la questione relativa al consumo di erba da parte di un 44.nne di perugia che si è dichiaratod i essere un adepto alla religione rastafariana e che quindi "l'erba sacra doveva essere consumata fino a 10 grammi al giorno".
Il bello è che la Cassazione "ha rinviato la condanna alla Corte d'Appello di Firenze affinché riconsideri il caso tenendo presente che la tradizione religiosa rasta prevede l'uso della marijuana come "erba meditativa, come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il re saggio, e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione".
"Secondo quanto stabilito dai giudici, chi crede in Jah e nella sua reincarnazione nel negus d'Etiopia Haile Selassie I, può liberamente circolare con qualche dose di "ganja" in più del lecito perché "secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa".

Una cosa da sballo come questa non l'avevo mai sentita in questo Stato cosiddetto di diritto.

Sto pensando di farmi adepto alla religione rastafariana. Così nessun poliziotto d'ora in poi mi potrà rompere il c...o più.

E poi dicono che sono i politici a... Ma certi giudici si sentono veramente dei Padreterni. Beti loro...E str...i noi!!!!

L'articolo completo su: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/rasta-marjuana/rasta-marjuana/rasta-marjuana.html
 Paese: Italy  ~  Invii: 417  ~  Membro da: 14/03/2008  ~  UltimaVisita: 17/12/2008 -> Moderatore 

spartaco
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 Spedito - 11/07/2008 :  07:02:08  Mostra Profilo  Aggiungi spartaco alla Lista Amici
Nella produzione giurisprudenziale italiana non mancano esempi ben più clamorosi e che talvolta fondatamente inducono a dubitare che questo sia uno stato di diritto. Si spazia dalla famosa “sentenza dei jeans”, con la quale la Cassazione nel ’99 ha stabilito che non è configurabile il reato di violenza sessuale se la donna indossa questo indumento, “sfilabile” secondo i giudici solo con la fattiva collaborazione della stessa, ciò che a loro dire escluderebbe una sua volontà di opporsi al violentatore (come a dire: ci stava!) http://www.repubblica.it/online/fatti/jeans/jeans/jeans.html ; a quella, forse meno nota, di un giudice di pace che ha annullato una contravvenzione per omesso uso delle cinture di sicurezza accogliendo la tesi dell’automobilista secondo cui era stato impedito nell’uso delle stesse perché in preda ad un... fastidioso disturbo fisico (forte meteorismo con consequenziale rilevante rigonfiamento intestinale!!!) http://normativapolizialocale.fpcgil.net/ufficio_del_giudice_di_pace_di_o.htm .
Per onestà vanno però ricordate anche quelle decisioni difficili da adottare, non solo dal punto di vista giuridico ma soprattutto etico, allorquando la domanda di giustizia riguarda questioni delicatissime, come nel recentissimo caso di Eluana: in questi casi, e quando si controverte in genere su diritti personalissimi dell’individuo, è assai arduo il compito del magistrato nel garantire l’affermazione di un stato di diritto, e su di lui (oltre che sulle vittime di tali tragiche situazioni) ricadono le nefaste conseguenze di intollerabili lacune legislative (ad esempio in tema di testamento biologico). E questo nella più assoluta indifferenza della classe politica (di governo e di opposizione), che ha evitato accuratamente di interessarsi della questione, lasciando spazio alle sole prese di posizione delle gerarchie ecclesiastiche. E’ la famosa tecnica dello struzzo, specialità nella quale i politici della seconda e della terza (?) repubblica sono campioni, e grazie alla quale in Italia i principi di libertà dell’individuo e di laicità dello stato stanno definitivamente scomparendo. Principi per i quali tante battaglie furono combattute e vinte durante la famigerata prima repubblica. Ma erano altri tempi… Adesso abbiamo altri …casi umani da risolvere: primo tra tutti quello di Silvio che solo perché divorziato deve rinunciare alla comunione domenicale. Che tragedia…
 Paese: Italy  ~  Invii: 305  ~  Membro da: 28/02/2008  ~  UltimaVisita: 02/12/2009 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

spartaco
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 Spedito - 08/02/2009 :  15:04:22  Mostra Profilo  Aggiungi spartaco alla Lista Amici
Qualche mese fa credevo che l’indifferenza di tutta la classe politica per talune tematiche potesse indurre a dubitare che in questo Paese esista ancora lo stato di diritto. Quello che sta succedendo in queste ore sul “caso Eluana” supera qualsiasi previsione pessimistica circa il destino dell’ordinamento giuridico italiano sempre più piegato a logiche estranee alla tutela dei diritti del cittadino. E questo al di là di ogni opinione sul merito della tragica vicenda e sullo scontro di poteri che si sta consumando. Alla improvvida iniziativa del governo di varare un decreto “d’urgenza” (!), che il Presidente della Repubblica ha rifiutato di firmare, è seguita la altrettanto grottesca decisione di approvare un disegno di legge, da far votare in Parlamento entro due o tre giorni, per disciplinare la materia del “fine vita”. Come se si trattasse di una emergenza, di un problema sorto improvvisamente che deve trovare una soluzione immediata, e non di una questione della quale nel Paese si discute (inutilmente) da tempo e che avrebbe dovuto già essere regolamentata per colmare quel vuoto legislativo cui inevitabilmente ha dovuto rimediare l’intervento della magistratura. Con l’ovvia conseguenza che una legge varata in emergenza non potrà che essere insoddisfacente, perché non preceduta da un dibattito parlamentare e probabilmente neppure condivisa con l’opposizione; anzi dubito perfino che, vista l’attuale composizione del Parlamento italiano (nel quale, grazie al voto utile, non sono attualmente rappresentati diversi milioni di elettori), maggioranza ed opposizione siano legittimate a legiferare su una materia così delicata senza tener conto anche dell’utile contributo delle forze politiche non presenti in Parlamento ma che hanno raccolto i consensi di una buona fetta dell’elettorato. Figurarsi se poi sia solo la maggioranza a legiferare… Ovvio che a nessuno interessa che sia una buona o cattiva legge (e le discussioni di queste ore lo dimostrano): l’importante è approvarla e, se così sarà, Berlusconi potrà dire, soprattutto al Vaticano, di aver evitato la esecuzione della “sentenza di morte” o comunque di aver fatto tutto il possibile per evitarlo, promettendo agli italiani di “perfezionare” la legge quanto prima, cioè mai… mentre il PD si chiamerà fuori da qualsiasi decisione a colpi di slogan e pretesti vari, evitando di prendere una chiara posizione sull'argomento, che potrebbe creare qualche problema con lo stesso Vaticano e far emergere definitivamente le spaccature esistenti nel partito. E saranno tutti contenti, soprattutto gli elettori che si fecero infinocchiare dal voto utile di cui sopra...gli altri… un po’ meno, consapevoli della inettitudine dell’attuale classe politica ad affrontare questioni così serie e a garantire la sovranità dello Stato dalle continue, e più o meno legittime, ingerenze di uno stato estero (della cui “superiorità morale” la storia e la cronaca più recente potrebbero far dubitare), e della drammatica situazione in cui si trova il padre della ragazza, vittima della tragedia familiare e della mancanza di uno stato di diritto.
 Paese: Italy  ~  Invii: 305  ~  Membro da: 28/02/2008  ~  UltimaVisita: 02/12/2009 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

marcoteo
Starting Member

Stato: Sconnesso

 Spedito - 08/02/2009 :  16:18:52  Mostra Profilo  Aggiungi marcoteo alla Lista Amici
C’è una religione, quella professata da certo laicismo, che si contrappone a quella cattolica nel senso di indomato ed indomabile anticlericalismo. Ogni fatto o parola di provenienza cattolica sono visti come una sorta di ingerenza negli affari di Stato, dimenticando forse che qualche volta occorrerebbe fermarsi a meditare sui fatti più che alle convenienze di parte.
Il caso Eluana. Bi sogna lasciarla morire di fame e di sete, oppure occorre sancire un principio etico?
Penso che la questione sia tutta qui. Eluana non è legata ad alcuna macchina che supplisce alle funzioni vitali. Eluana ha ancora una attività cerebrale che consente al suo organismo di svolgere autonomamente le funzioni vitali. Occorre allora, per forza, farla morire? Occorre veramente per forza smettere di alimentarla e di idratarla? Non si tratta insomma di accanimento terapeutico. Non si somministrano medicinali, non ci si serve di macchine per compensare deficit degli organi vitali. Eluana respira e vive autonomamente. E’ come un bambino nel grembo materno che ha bsogno solo di essere accudito ed alimentato. Null’altro.
Eluana è il terreno su cui artificiosamente si vuole invece consumare uno scontro tutto di parte tra chi laicamente intende la vita come sistema di funzioni corporee e chi invece la concepisce come dono di Dio.
Insomma io parto da qui. Se la vita è dono di Dio l’uomo ha il diritto di toglierla?
Sia pure nel nome della dignità umana che in questi casi si reclama. Come se fosse dignitoso per un grave disabile e per giunta povero continuare a vivere. Come dire che a richiesta di parte si chiedesse allo Stato di poter morire in dignità. Come? Negandogli cibo ed acqua. E ciò per non farlo apparire un omicidio.
Si è osservato che Eluana aveva espresso in vita di non voler condurre un’esistenza come quella che sta vivendo. Neppure di fronte alla Corte di appello di Milano è stata dimostrata questa sua indiscussa volontà. Leggendo il decreto (decreto e non sentenza come erroneamente si dice a vanvera) si scopre che tutto si basa su di una testimonianza di un’amica che ha riferito l’espressione pronunciata da Eluana alla presenza di un suo amico ridotto in coma dopo un incidente stradale: «Prego perché muoia». Quanti vedendo un grave disabile non ha pronunciato parole simili a quelle di Eluana per il proprio amico?
Io sono credente e credo nella vita come dono di Dio. E condivido quanto oggi ha scritto Mario Giordano in una lettera aperta indirizzata al dottor De Monte che sta pianificando la morte di Eluana. Egli prende le mosse dall’iniziativa assunta dal Governo con un decreto legge e scrive: “non riesco a togliere gli occhi da lì, da quella stanzetta di Udine, da quel tappino giallo che dalle 6 di venerdì mattina impedisce a Eluana di nutrirsi. Secondo gli esperti dopo 48 ore (i più ottimisti dicono 72) i danni su un corpo così disabilitato diventano irreversibili. E dunque più guardo verso Udine più mi intristisce l’affanno di Roma: temo che il grande dibattito, fuori e dentro i palazzi, sia completamente inutile. Se tutto va bene, infatti, la legge arriverà mercoledì o forse più probabilmente venerdì. Venerdì, ha capito dottore? Venerdì ci sarà una legge che dice che Eluana non va uccisa. E nel frattempo, però, Eluana sarà uccisa. Primo e unico caso in Italia di un’eutanasia così atroce (morte per fame e per sete) su una volontà presunta e piuttosto traballante”.
Penso che se dovesse passare questa logica domani passerà anche quella di definire la morte anche in soggetti vecchi e deblitati, inutili ormai alla società, e perciò destinati ad una crudele dipartita, per sete e per fame. Un atteggiamento squisitamente edonistico ed utilitaristico di una società che non ha più il cuore rivolto verso la solidarietà e l’amore per la vita umana.
Io ho pregato e prego ancora che Dio intervenga con la sua mano di carità. Prego si anche perché Eluana muoia prima che la sete e la fame compiano il loro crudele compito. Prima che si possa dire che l’uomo ha ucciso Eluana.
 Paese: Italy  ~  Invii: 1  ~  Membro da: 08/02/2009  ~  UltimaVisita: 08/02/2009 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

paolo73
Advanced Member


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 Spedito - 08/02/2009 :  18:05:14  Mostra Profilo  Aggiungi paolo73 alla Lista Amici
Citazione:
marcoteo Inviata - 08/02/2009 : 16:18:52
C’è una religione, quella professata da certo laicismo, che si contrappone a quella cattolica nel senso di indomato ed indomabile anticlericalismo. Ogni fatto o parola di provenienza cattolica sono visti come una sorta di ingerenza negli affari di Stato, dimenticando forse che qualche volta occorrerebbe fermarsi a meditare sui fatti più che alle convenienze di parte.


Son d'accordo con i te, però meditiamo davvero sui fatti...Siamo sicuri che la verità sulle reali condizioni di Eluana sia quella da te descritta? Te lo chiedo senza polemica perchè queste cose da te postate le ho sentite, caro marcoteo, anche da altre fonti in televisione e sui giornali. Ma è pur vero che altri hanno raccontato ben altro. Ed allora quale è la verità ? E' quella di un padre che invita le istituzioni a recarsi a rendersi conto della reale situazione e che quindi, invece di essere tormentato persino dal Capo della maggioranza, dovrebbe essere ascoltato e non solo giudicato? O è forse quella descritta da Berlusconi per cui quest'uomo sarebbe un assassino?
Indipendentemente poi dalle decisioni che verranno prese ed indipendentemente dalle ragioni ideologiche di ognuno di noi attualmente l'unica realtà è che le istituzioni se ne fregano dei fatti...Hai ragione Spartaco in questo, però consentimi questa volta di discordare parzialmente dal tuo pensiero. Coinvolgere il PD non è giusto (per una volta non spariamo sulla croce rossa, amico mio ). Proprio perchè dobbiamo guardare il fatto in se mi sembra evidente che comunque ci troviamo di fronte ad una caso di coscienza personale di ognuno di noi, che può trovare posizioni diverese anche all'interno di uno stesso partito, tanto più in un partito come il PD. Sinceramente a me sembra che mai come stavolta parlando della pochezza istituzionale non possiamo non pensare esclusivamente a Berlusconi ed i suoi cortigiani. E' ineludibile che sia proprio Berlusconi a cercare artatamente di creare una guerra istituzionale con il Capo dello Stato, che finora ha svolto con correttezza il suo ruolo super partes, ma anche di fare breccia nelle divisioni ideologiche all'interno del PD. Non di meno il Presidente del Governo, furbescamente, sa che UDC e PD non potranno mai pensarla allo stesso modo in questa situazione per cui cerca di creare discordanze ideologiche in ottica di eventuali futuri accordi elettorali.
Non penso poi valga la pena commentare gli attacchi alla Costituzione, che oggi scopro esser "comunista", nè quelli personali ed umanamente insopportabili nei confronti del padre della povera Eluana...ma vabbè domani dirà che è stato freainteso...

Modificato da - paolo73 on 08/02/2009 22:16:07
 Paese: Italy  ~  Invii: 394  ~  Membro da: 22/10/2007  ~  UltimaVisita: 22/05/2010 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

gianni51
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 Spedito - 08/02/2009 :  21:00:03  Mostra Profilo  Aggiungi gianni51 alla Lista Amici
Non ho gli strumenti per dire quale sianole condizioni di Eluana. Certo è che se è viva e vegeta come dice l'amico sopra il padre è un assassino da incarcerare immediatamente. Però, siccome ho visto un uomo provato e attaccato in modo vile e incivile, e siccome reputo quella persona degna di ogni fiducia non esito a credergli. A meno che marcoteo non abbia notizie che servano alla magistratura, cosa che deve fare immediatamente da, evidentemente, esperto in materia. Detto questo rimane il diritto inconfutabile ed indiscutibile di ogni cattolico o esponente di altre religioni, di professare la propria fede, e sono disposto a battermi in ogni dove perchè la democrazia questo imponga. Libertà di culto e di pensiero. Però esigo e pretendo la stessa libertà da non credente. Ed esigo e pretendo di poter avere una mia etica anche se non collima con quella del papa. In altri paesi si impone la fede per legge e la religione si fonde con lo stato. Si chiamano paesi integralisti ed hanno fatto i danni che ben conosciamo.
 Paese: Italy  ~  Invii: 45  ~  Membro da: 30/04/2008  ~  UltimaVisita: 28/04/2010 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

spartaco
Advanced Member


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 Spedito - 09/02/2009 :  16:12:53  Mostra Profilo  Aggiungi spartaco alla Lista Amici
Il presidente della Camera Fini, il senatore a vita Andreotti, l’arcivescovo di Foggia Casale: tre nomi a caso, che non credo possano essere tacciati di laicismo e/o anticlericalismo… i quali, dopo aver meditato sui fatti e non sulle convenienze di parte, si sono espressi sulla vicenda ed hanno spiegato molto chiaramente perché sono favorevoli a che sia rispettata la volontà di Eluana. Volontà che risulta esser stata accertata dai componenti della Corte d’Appello di Milano che ha emesso il decreto passato in giudicato, in un iter giudiziario nel quale si è espressa anche la Corte di Cassazione. Poi si potrà discutere fino all’infinito se la verità processuale coincida o meno con la verità reale, ma se vogliamo attenerci ad una regola cardine di uno stato fondato sul diritto umano, e non su quello divino, dobbiamo prendere atto dell’accertamento contenuto in un provvedimento giurisdizionale definitivo e rispettare la decisione su cui è basato. Mentre se e quando (?) sarà approvata una legge che regoli adeguatamente la materia ciascuno sarà libero di avvalersi o meno del testamento biologico e delle disposizioni sul fine vita, come normalmente dovrebbe essere in uno stato di diritto. Che può considerarsi tale solo laddove riesca a garantire la libertà di qualsiasi cittadino, credente o meno, di poter esercitare tutti i diritti fondamentali (in Italia riconosciuti dalla Costituzione), incluso quello di rifiutare il trattamento sanitario. A meno che non lo si voglia trasformare in stato confessionale o etico, nel quale è possibile imporre per legge precetti religiosi o valori morali, come avviene nei Paesi integralisti e come è avvenuto in un non lontano passato anche in Italia. Mi auguro che il fervore religioso che in queste ore anima i combattenti per la vita non obnubili le loro menti fino a questo punto.
 Paese: Italy  ~  Invii: 305  ~  Membro da: 28/02/2008  ~  UltimaVisita: 02/12/2009 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

nostradamus
Average Member

Stato: Sconnesso

 Spedito - 13/02/2009 :  15:33:29  Mostra Profilo  Aggiungi nostradamus alla Lista Amici
Sapere che in Italia, nel 2009, ci siano individui così ottusamente e incorreggibilmente integralisti e fondamentalisti mi sgomenta e mi atterrisce più di ogni altra cosa, con tanta amarezza. Sono proprio quei soggetti che amano la vita, la famiglia e la libertà, ma con evidente sprezzo della dignità della persona umana! Da quale pulpito viene la predica e la lezione d’amore verso la vita con milioni di esseri abbandonati ovunque a morire di miseria, di stenti e di malattie in tutti gli angoli del pianeta, verso la famiglia con falsi modelli volutamente pubblicizzati per fini di mercato dalle tv di Stato e del padrone, verso la libertà di essere liberi da ogni controllo di norme nate dal sacrificio di chi ci ha donato la vera libertà di cui c’è chi vuole servirsi per una deriva antidemocratica cavalcando, guarda un po’, teorie confessionali. Pensate quale paradosso!
Non a tutti costoro ma solo a qualcuno, come esempio, vorrei augurare 17 anni di immobilismo assoluto con le suore caritatevoli ad evacuargli l’intestino e a lavargli le pudenda, ma senza mai avvertire in bocca, sulla lingua, sul palato una goccia d’acqua o il fresco di un gelato, senza mai vedere un raggio di luce o un’immagine cara e gioiosa, né ascoltare una parola di dolcezza o una bella suonata di Chopin, una canzone allegra, un canto d’amore, né corrispondere con un sorriso anche con un lieve battito di palpebre ad una tenerezza, alle cure amorevoli dei propri cari. Altra tragedia questa, incomprensibile se non ci tocca! Ma non voglio continuare. Il caso è chiuso. Si dovrebbe accettare in silenzio tante ridicolaggini, come dare diritto d’asilo ad un feto senza avere una figura giuridica, senza anagrafe, senza codice fiscale, senza un nome e solo per far piacere ad una casta di celibi e nubili (tutti gli ecclesiastici), che insieme a tanti sacrestani e bigotti reggono le sorti di una fede in una società laica e cosmopolita con l’intento d’imporre il loro pensiero retrogrado e lontano da qualunque logica. Chi scrive non appartiene certo al partito della morte, ma voglio ricordare al signor Marcoteo che la morte, soprattutto nel cristianesimo, è solo la fine del nulla (il terreno) ma è l’inizio di tutto, cioè l’eternità. La morte di Cristo è il suo Natale così anche per tutti i cristiani. Per questo io non temo la morte, ma desidero vivere una vita dignitosa sino in fondo, entro i confini della mia coscienza e conoscenza. Per il resto devo essere rispettato nella mia dignità e libertà per vivere altra vita migliore.
Il caso Englana sia monito per tutti sia per quelli che davvero credono in uno Stato di diritto sia per quanti si lasciano ancora trascinare e irretire da chi farisaicamente s’illude di essere felice in uno Stato etico di hegeliana memoria. In quel genere di cultura nacque il nazifascismo. Non certo la civiltà! Ma siamo nel 2009 e dobbiamo guardare in viso gli altri, i diversi, gli ultimi alla pari, senza trincerarci nell’ipocrisia e nell’egoismo. A difesa di che cosa?
 Paese: Italy  ~  Invii: 29  ~  Membro da: 11/01/2009  ~  UltimaVisita: 05/03/2009 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

corsaronero
Senior Member

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 Spedito - 06/03/2009 :  18:13:30  Mostra Profilo  Aggiungi corsaronero alla Lista Amici
ciao cari

Ieri sera, miamoglie ed io eravamo seduti a tavola parlando delle cose dellavita. Quando siamo arrivati a parlare di vita e di morte, le ho detto: "Non lasciare mai che io viva in stato vegetativo, in dipendenzacompletada una macchina e facendomi alimentare da una cosaartificiale ... Se mi dovessivedere in questo stato, spegni gli apparati che mi tengono in vita." Allora lei si è alzata, ha spento il televisore, il computer e mi ha tolto la birra ... ... 'stastronza !! !

evolucionariamente saluto
 Paese: Italy  ~  Invii: 135  ~  Membro da: 12/03/2008  ~  UltimaVisita: 23/08/2012 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

jonium
Amministratore


Stato: Sconnesso

 Spedito - 07/03/2009 :  14:15:21  Mostra Profilo  Aggiungi jonium alla Lista Amici
Uhahahah, ha ragione tua moglie, quelli sono i primi che dovremmo spegnere... tranne il pc naturalmente, ma la birra ? la birra che c'entra?? non c'entra niente poverina...

Jonium
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Non pronunciare parola che non sia più bella del silenzio
___________________
Registrazione domini Ormag
Spazio web Ormag
 Paese: Italy  ~  Invii: 699  ~  Membro da: 14/07/2001  ~  UltimaVisita: 09/09/2016 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

brenno
Moderatore



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Membro Valutato:


 Spedito - 08/03/2009 :  11:06:15  Mostra Profilo  Aggiungi brenno alla Lista Amici
ma puru teve corsaru...la sai ca la parasaccana nu spattava addhu!
e poi mi meraviglio di te...è scientificamente provato che le bollicine della birra intasano i tubicini delle flebo...dovevi usare il solito vecchio lucano...non ho parole per tanta approssimazione...

__________________________________________
Posso resistere a tutto ma non alle tentazioni

 Illustre conforumiano
 Paese: Italy  ~  Invii: 1365  ~  Membro da: 25/07/2001  ~  UltimaVisita: 29/10/2019 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

busehexe
Advanced Member


Stato: Sconnesso

 Spedito - 18/03/2009 :  08:07:38  Mostra Profilo  Aggiungi busehexe alla Lista Amici
grande corsaro!!! sei un mito!!!


___________________________________________________
Amerai sempre il mare, uomo libero. E' il tuo specchio.
 Paese: Italy  ~  Invii: 205  ~  Membro da: 20/02/2008  ~  UltimaVisita: 11/06/2009 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

mikado
Junior Member

Stato: Sconnesso

 Spedito - 19/03/2009 :  12:26:26  Mostra Profilo  Aggiungi mikado alla Lista Amici
i miei complimenti alla moglie di corsaro.è lei il vero mito!!!!!!!!!!!!




da mikado:senza zeppole salentine!
 Paese: Italy  ~  Invii: 10  ~  Membro da: 05/02/2009  ~  UltimaVisita: 15/02/2012 -> Moderatore  Vai all'inizio della pagina

BRIDGEUSA
Average Member

Stato: Sconnesso

 Spedito - 21/03/2009 :  14:05:33  Mostra Profilo  Aggiungi BRIDGEUSA alla Lista Amici
L'aroma proibito della marijuana
in California è arte per intenditori

DOLCE, ma con un retrogusto speziato. Con un fresco profumo di vite e un pungente bouquet floreale. Dall'aroma muschiato di sottobosco: su un lungo tavolo del tipo di quelli che si trovano nei refettori, alcuni piattini espongono profumati e, di solito, poco esibiti fiorellini. Tutto è pronto, in un salotto privato della San Francisco 'liberal', per un marijuana tasting, una vera e propria degustazione delle diverse specie di piantine di cannabis. Come fossero vini da collezione. Organizzatore Stephen De Angelo che ha voluto allestire la particolare 'mostra-interattiva' per far conoscere e apprezzare i diversissimi tipi di marijuana esistenti e iniziare gli appassionati come lui a una 'estetica della cannabis': "Una fragranza dolce può evocare il profumo del miele di montagna...e cosa ci evoca un profumo di menta? un profumo di rosa o di ciliegia?".

Le foglioline portano con sè un profumo che parla, un aroma che racconta la terra in cui sono cresciute. E il gusto non è che l'ultimo dei sensi a essere stimolato. Il primo è la vista: non solo le foglie e i fiori, il loro colore, le sfumature ma anche il fumo, il percorso che segue dopo essere passato in uno speciale vaporizzatore che Stephen ha costruito apposta per le sue meditazioni. Il fatto che il vapore si espanda è sempre buon segno, preannuncia un'essenza speziata e aromatica.
E al San Francisco Chronicle che l'ha intervistato, Stephen, non senza un pizzico di autoironia, ha detto di definirsi un "cannassaurus".

In un angolo d'America, la Bay Area di San Francisco, in cui la pratica della degustazione - dall'olio d'oliva al pane - è diventata un rito sociale, espressione di consapevolezza e di impegno, la cannabis si sta delineando come la nuova frontiera. In un angolo d'America che non è lontano dai vigneti della Napa Valley e che dell'organic food ha fatto un vero e proprio stile di vita, quelli che vogliono sapere come e dove è cresciuta l'erba che fumeranno - anche a scopo farmacologico - appartengono a un gruppo che va crescendo.

In California la cannabis è soggetta a un regime di semi-legalità: non c'è una normativa statale e non ci sono limiti fissi relativi alla quantità. Così si danno situazioni molto diverse. Ad esempio, secondo la Drug Enforcement Administration, il distretto di Marin County consente il possesso di 6 piantine, mentre nella confinante Sonoma County si possono coltivare fino a 99 piantine. Anche di più in caso di grave malattia e col consenso del medico. Usata per alleviare il dolore, stimolare l'appetito, trattare la nausea e l'insonnia la cannabis sta di fatto diventando un businnes. Così c'è chi, smitizzando un po' l'evento organizzato da Stephen, sostiene l'assoluta impossibilità di riconoscere i diversi tipi di infiorescenza. Dale Gieringer, coordinatore dell'associazione per la riforma sulla normativa legata alla marijuana, raffredda gli animi e precisa che le sfumature di profumo e aspetto svaniscono una volta che il fiore della pianta è ridotto in polvere da fumarsi. Insomma, secondo qualcuno c'è solo puzza di soldi.
IL LINK DELL'ARTICOLO
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/esteri/marijuana-california/marijuana-california/marijuana-california.html
Citazione:

"Non è esattamente la legalizzazione dell'erba ciò che ha stabilito la sentenza numero 28720 della Sesta Sezione penale della Cassazione, ma il diritto per chi - come Peter Tosh - professa la fede rasta a fumarla a volontà senza incorrere in sanzioni".
Riprendo da repubblica la notizia che la Cassazione ha rinviato alla corte d'appello di Firenze la questione relativa al consumo di erba da parte di un 44.nne di perugia che si è dichiaratod i essere un adepto alla religione rastafariana e che quindi "l'erba sacra doveva essere consumata fino a 10 grammi al giorno".
Il bello è che la Cassazione "ha rinviato la condanna alla Corte d'Appello di Firenze affinché riconsideri il caso tenendo presente che la tradizione religiosa rasta prevede l'uso della marijuana come "erba meditativa, come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il re saggio, e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione".
"Secondo quanto stabilito dai giudici, chi crede in Jah e nella sua reincarnazione nel negus d'Etiopia Haile Selassie I, può liberamente circolare con qualche dose di "ganja" in più del lecito perché "secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa".

Una cosa da sballo come questa non l'avevo mai sentita in questo Stato cosiddetto di diritto.

Sto pensando di farmi adepto alla religione rastafariana. Così nessun poliziotto d'ora in poi mi potrà rompere il c...o più.

E poi dicono che sono i politici a... Ma certi giudici si sentono veramente dei Padreterni. Beti loro...E str...i noi!!!!

L'articolo completo su: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/rasta-marjuana/rasta-marjuana/rasta-marjuana.html

Originariamente inviato da abatem83 - 10/07/2008 :  21:24:03

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BRIDGEUSA
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 Spedito - 21/03/2009 :  14:07:37  Mostra Profilo  Aggiungi BRIDGEUSA alla Lista Amici
Il progetto L'iniziativa di un deputato democratico: un dollaro a spinello
California, idea anticrisi «Tassate la marijuana»
Il provvedimento potrebbe portare nelle casse dell'erario 1,3 miliardi di dollari ogni anno
WASHINGTON — E se fosse la marijuana a salvare la California dalla bancarotta, rimettendone a posto il disastrato bilancio? Dopotutto, la cannabis è già il pezzo forte del comparto agro-alimentare del più grande Stato americano: secondo il Department of Agricolture, genera infatti introiti annuali per 14 miliardi di dollari, seguito a distanza da latte e derivati, con 7,3 miliardi. Non è solo una boutade provocatoria. Per Tom Ammiano, deputato democratico californiano, lo spinello come strada maestra al risanamento finanziario è una cosa maledettamente seria. E il suo progetto di legge, presentato il mese scorso al Parlamento dello Stato, prevede proprio la legalizzazione della marijuana e la contemporanea introduzione di un'accisa sulla vendita, che secondo gli esattori delle tasse potrebbe portare ogni anno oltre 1,3 miliardi di dollari nelle casse dell'erario.

Ossigeno (o in questo caso tetracannabinolo) provvidenziale per uno Stato, dove il governatore Schwarzenegger è stato costretto ad affondare il bisturi, tagliando servizi essenziali nella finanziaria appena approvata. «Lo Stato della California è in caduta libera — ci spiega Ammiano al telefono —, siamo praticamente nella cacca. Licenziamenti e pignoramenti sono all'ordine del giorno, chiudiamo le scuole o le facciamo funzionarie 4 giorni la settimana, la disoccupazione non è mai stata così alta. La gente dice che bisogna pensare fuori dalle categorie tradizionali, essere creativi. Depenalizzare, regolare e tassare la vendita di marijuana rientra in questi criteri». La California fu uno dei primi Stati, nel '96, a legalizzare la cannabis per uso medico. Attualmente, se ne vende a questo scopo per circa 200 milioni di dollari. Se la proposta AB390 firmata da Ammiano fosse approvata, lo Stato diventerebbe monopolista del mercato, un po' come avviene già per l'alcol: gli introiti sarebbero assicurati da una tassa di 50 dollari l'oncia, grosso modo 1 dollaro a spinello, imposta sulla vendita, che comunque sarebbe proibita ai minori di 21 anni. Come per molte altre cose, lo Stato dell'Ovest diventerebbe un laboratorio: «Dove va la California, va il Paese », ricorda Ammiano.

Il suo Marijuana Control, Regulation and Education Act cade in un clima politico favorevole. Pochi giorni dopo essersi insediato al Dipartimento della Giustizia, il nuovo Attorney General Eric Holder ha detto che agli Stati sarà lasciata piena libertà su come regolarsi con l'uso medico della marijuana: con Barack Obama è finita cioè la linea dura dell'amministrazione Bush, che spesso ordinava raid federali nei dispensari che distribuivano l'erba, su ricetta medica, per uso terapeutico. La svolta è segnalata anche dalla designazione a zar federale della droga di Gil Kerlikowske, l'ex capo della polizia di Seattle, dove sin dall'inizio disse chiaramente che la caccia ai consumatori di spinelli non era fra le sue priorità. Ma le difficoltà economiche dello Stato non convincono tutti. E la proposta di Ammiano solleva forti polemiche e perplessità. «L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è legalizzare un altro stupefacente, abbiamo già abbastanza problemi con l'abuso di alcol», dice John Lowell, lobbista per la California Peace Officer's Association. Anche la scienza si dice contraria: secondo Joel W. Hay, professore di economia farmaceutica alla University of South California, «la marijuana è una droga che annebbia la mente, indebolisce la capacità di concentrarsi o di reagire ed è pericolosa non solo per chi la usa, ma anche per chi interagisce con loro, basta guardare ai danni causati da altre due droghe legali come l'alcol e il tabacco».
IL LINK:
http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_16/california_marijuana_idea_anticrisi_b9fb2bb6-120d-11de-b45f-00144f02aabc.shtml
Citazione:

"Non è esattamente la legalizzazione dell'erba ciò che ha stabilito la sentenza numero 28720 della Sesta Sezione penale della Cassazione, ma il diritto per chi - come Peter Tosh - professa la fede rasta a fumarla a volontà senza incorrere in sanzioni".
Riprendo da repubblica la notizia che la Cassazione ha rinviato alla corte d'appello di Firenze la questione relativa al consumo di erba da parte di un 44.nne di perugia che si è dichiaratod i essere un adepto alla religione rastafariana e che quindi "l'erba sacra doveva essere consumata fino a 10 grammi al giorno".
Il bello è che la Cassazione "ha rinviato la condanna alla Corte d'Appello di Firenze affinché riconsideri il caso tenendo presente che la tradizione religiosa rasta prevede l'uso della marijuana come "erba meditativa, come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il re saggio, e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione".
"Secondo quanto stabilito dai giudici, chi crede in Jah e nella sua reincarnazione nel negus d'Etiopia Haile Selassie I, può liberamente circolare con qualche dose di "ganja" in più del lecito perché "secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa".

Una cosa da sballo come questa non l'avevo mai sentita in questo Stato cosiddetto di diritto.

Sto pensando di farmi adepto alla religione rastafariana. Così nessun poliziotto d'ora in poi mi potrà rompere il c...o più.

E poi dicono che sono i politici a... Ma certi giudici si sentono veramente dei Padreterni. Beti loro...E str...i noi!!!!

L'articolo completo su: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/rasta-marjuana/rasta-marjuana/rasta-marjuana.html

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